Il top 1-3% lo dichiara la scuola. E il tuo corso AI?
Il 1° maggio 2026 il Boston Globe ha riportato che Alpha School dichiara risultati tra l'1 e il 3% migliore a livello nazionale e non ha fornito i dati grezzi, citando la privacy. Un corso AI in azienda si giudica allo stesso modo: il numero del fornitore resta una dichiarazione finché non lo rifai con un tempo di partenza preso da te.

Il 1° maggio 2026 il Boston Globe ha raccontato che Alpha School, la scuola privata americana dove secondo l'azienda i ragazzi completano il programma in due ore al giorno con un tutor AI, vuole aprire una sede a Boston con una retta di 55.000 dollari l'anno. La scuola dichiara che i suoi studenti si collocano in modo costante tra l'1 e il 3% migliore a livello nazionale nei test standardizzati. Il Globe ne ha chiesto i dati grezzi e l'azienda non li ha forniti, citando la privacy degli studenti.
La lettura comoda mette in fila due tifoserie, quella della scuola del futuro e quella del giocattolo per famiglie ricche, e di materiale per entrambe ce n'è. Nelle stesse settimane ha girato un altro racconto: Deedy Das, partner del fondo Menlo Ventures, ha parlato in un post di un ragazzo di 17 anni con cinque offerte di lavoro da circa un milione di dollari ciascuna, arrivate dopo che a due settimane dall'inizio aveva lasciato un'università tra le prime dieci degli Stati Uniti (cronache del 19 ottobre 2026). Le due storie hanno in comune una cosa che a me interessa più della scuola: il numero lo porta chi racconta.
Quel 3% lo ha misurato la scuola
Un numero dichiarato da chi lo ha prodotto si può riportare, a patto di scrivere chi lo dichiara. Per Techstrong (22 luglio 2026) Alpha sostiene anche una crescita scolastica pari a 2,6 volte quella dei coetanei sui test MAP, e la testata presenta l'affermazione come della scuola, senza verificarla. In un riassunto in italiano che ho letto la stessa scuola risultava nel top 0,1% a livello globale, mentre il Globe parla del top 1-3% a livello nazionale. Possono essere misure diverse, e senza i dati grezzi non c'è modo di saperlo.
Tra gli esperti sentiti dal Globe, Victor Lee della Stanford Graduate School of Education dice che per studenti già molto preparati un modello così può andare bene, e dubita che serva i bisogni di tutti gli altri. Mary Skipper, sovrintendente di Boston, pone la domanda così: «Stai servendo lo studente medio di Boston?». Una cifra dichiarata dal fornitore resta una dichiarazione finché qualcuno non può rifare il conto.
Il ragazzo senza nome e il pezzo che manca
Il nome del ragazzo Das non l'ha reso noto. Le cronache dicono che a 14 anni, quando parlava ancora poco inglese, ha cominciato a studiare AI da solo con i modelli linguistici, e che aveva fatto uno stage in una società AI di primo piano. Il riassunto che ho letto salta lo stage, ed è il dettaglio che cambia la lettura: il ragazzo ha imparato da solo con i modelli e poi in un posto dove si lavora davvero. Nello stesso riassunto c'era la frase «l'istruzione tradizionale è morta», attribuita a Das, e nelle cronache che ho aperto non l'ho trovata.
Cinque offerte da un milione descrivono un caso, e nessun genitore dovrebbe costruirci sopra un piano per i figli. In azienda lo stage è la parte che si può fare in casa, cioè un posto dove un giovane prova cose vere con qualcuno che guarda. Sui ventiduenni calati del 16% nei lavori più esposti all'AI ho scritto qui.
Il corso AI lo misura chi lo vende
Immagina un'azienda di serramenti di quaranta persone che compra un corso sull'AI per l'ufficio tecnico. Il fornitore porta una slide con la percentuale di tempo risparmiato dai partecipanti, calcolata su test fatti da lui. Lo scenario è ipotetico e il meccanismo è quello di Alpha: chi ha venduto il servizio ha anche scelto la misura. Per rifare quel conto serve un tempo di partenza, e di solito il titolare non l'ha preso.
Nei percorsi che faccio in azienda, prima della formazione registro quanto ci vuole oggi per l'attività che costa di più: minuti per volta e volte al mese, detti da chi la fa, con la data. A quindici e a quarantacinque giorni dal workshop rifaccio la stessa domanda alle stesse persone e confronto. Quando il prima manca, nella relazione scrivo che manca e il risparmio non lo dichiaro. Su chi decide cosa si impara in azienda ho scritto qui.
Cosa farei domattina
Scegli un'attività per cui hai comprato, o stai per comprare, formazione o un assistente AI, e chiedi a due persone che la fanno di cronometrarla oggi tre volte, senza cambiare niente. Scrivi i minuti su un foglio con la data e il nome dell'attività. Dopo la formazione aspetta trenta giorni, ripeti la misura con le stesse due persone e metti i due fogli uno accanto all'altro. Accanto al numero che ti aveva promesso il fornitore scrivi quello che hai misurato tu. Se domani qualcuno ti dicesse che il corso ha funzionato, quale numero scritto prima userebbe per dimostrarlo?
(Fonti: Boston Globe, articolo su Alpha School a Boston, 1° maggio 2026 (data ricavata dall'indirizzo della pagina, che nel testo non la riporta), da cui vengono la retta di 55.000 dollari, il dato del top 1-3% dichiarato dalla scuola, la richiesta dei dati grezzi e le parole di Victor Lee e Mary Skipper, tradotte da me dall'inglese; Techstrong.ai, 22 luglio 2026, per le 2,6 volte la crescita dei coetanei sui test MAP, dichiarate dalla scuola. Il racconto di Deedy Das l'ho letto solo nelle cronache di Mars Finance (ripresa da KuCoin) e di Investment Circle (ripresa da 36Kr Europe), entrambe del 19 ottobre 2026: il post originale non l'ho trovato e la data esatta non la so. Sullo stage le due cronache non coincidono, una parla di un anno e l'altra in un passaggio di sette settimane. Il testo di partenza era un riassunto in italiano senza data né link; le altre persone che citava le ho cercate senza trovare riscontri e le ho lasciate fuori.)
Domande frequenti
Alpha School e il caso Das dicono se un tutor AI funziona?
Dicono cosa dichiara chi li racconta. Per sapere se un tutor AI funziona nella tua azienda serve una misura tua, su un compito preciso, presa prima e ripresa dopo trenta giorni con le stesse persone. Un cronometro e un foglio bastano per cominciare.
Se il fornitore non mi dà i suoi dati, come lo valuto?
Chiedigli chi ha misurato, quando, su quale compito e rispetto a chi. Una risposta precisa si può controllare e una risposta vaga è già un'informazione. In ogni caso il numero che ti serve è quello preso da te sul tuo compito, perché i dati degli altri raccontano altre aziende.
Cronometrare le attività dei miei dipendenti non crea tensione?
Conviene spiegare prima a cosa serve. Chiedi a due volontari, misura l'attività e scrivi sul foglio il nome dell'attività, lasciando fuori i nomi di chi la fa. Il confronto dopo trenta giorni poi si può mostrare a tutti i partecipanti.