Approviamo il 97% delle richieste e il pericolo lo vediamo una volta su sette. Nella tua azienda, quale controllo è diventato un timbro?

Il 7 agosto 2026 Anthropic ha annunciato che Claude Code smetterà di chiedere il permesso a ogni passo. Dentro l'annuncio c'è un dato che riguarda ogni azienda: le persone approvano il 97% delle richieste e, quando ne passa una pericolosa, se ne accorgono nel 13,6% dei casi. E peggiorano man mano che la giornata va avanti.

Approviamo il 97% delle richieste e il pericolo lo vediamo una volta su sette. Nella tua azienda, quale controllo è diventato un timbro?

Il 7 agosto 2026 Anthropic ha annunciato che dal 14 Claude Code parte in «auto mode» sui piani Pro, Max e Team: invece di fermarsi a chiedere un permesso a ogni comando, ogni azione passa da un classificatore che blocca quelle irreversibili, distruttive o dirette fuori dall'ambiente di lavoro. Dentro l'annuncio c'è una cosa che vale molto più del cambio di impostazione, e riguarda noi: le persone approvano il 97% delle richieste di permesso che ricevono.

La discussione che girerà è quella da addetti ai lavori, sull'AI che si autorizza da sola e su quanto sia prudente lasciarla correre di notte. Per chi manda avanti un'azienda il pezzo utile sta in un esperimento che Anthropic ha commissionato per rispondere a un'altra domanda: quando davanti agli occhi passa qualcosa di pericoloso, quanti se ne accorgono? La risposta è 13,6%, e riguarda il modo in cui funzioniamo noi quando una cosa ce la chiedono cento volte al giorno.

Mille tester, un comando pericoloso in mezzo agli altri

Anthropic ha ingaggiato tramite un fornitore di ricerca 1.053 tester professionisti, messi a lavorare in un ambiente costruito per lo studio e non sui loro progetti veri. Sapevano di essere valutati, senza sapere su cosa. A un certo punto della sessione una delle solite richieste di permesso veniva sostituita con un comando chiaramente pericoloso, e il fornitore annotava soltanto se il tester lo approvava.

Lo hanno intercettato 143 volte su 1.053, cioè nel 13,6% dei casi. Il classificatore automatico, sugli stessi comandi, ne ha fermati 937, l'89%. Messi uno di fronte all'altro il conto è impietoso: la macchina ha bloccato 800 comandi che una persona aveva approvato, le persone ne hanno bloccati 6 che la macchina lasciava passare.

Il controllo si consuma mentre lo usi

Qui arriva la parte che in azienda si vede tutti i giorni. Gli stessi tester fermavano circa il 17% dei comandi pericolosi all'inizio della sessione e scendevano intorno al 5% dopo cinquanta richieste. Il classificatore invece resta piatto, poiché per lui la centesima domanda è identica alla prima.

C'è un secondo dato che lo conferma da un'altra angolazione. Quando Claude presenta un piano di lavoro da approvare, le persone lo rifiutano nel 39% dei casi, mentre sulle singole richieste di permesso il rifiuto scende al 3%.

La stessa persona, davanti a una cosa che somiglia a una decisione, guarda; davanti alla centesima domanda uguale, timbra. Lo si legge anche nelle impostazioni che la gente si scrive da sé: a giugno 2026 il 49,5% degli utenti attivi aveva creato a mano una regola per non farsi più chiedere niente sui comandi di sistema, e quella quota cresce di circa cinque punti ogni cinque settimane. Il 62% ha usato almeno una volta la modalità che salta i controlli, oppure ha cliccato «non chiedermelo più». Nessuna di quelle persone ha deciso di essere imprudente: hanno tolto una domanda a cui avevano già risposto sì novantasette volte su cento.

Quello che Anthropic ha fatto, ed è la parte copiabile

Davanti a quei numeri la strada comoda sarebbe stata chiedere più attenzione, con un bel richiamo alla responsabilità individuale. Hanno preso l'altra: hanno tolto la domanda dove non serviva e hanno messo un controllo automatico prima, tenendo una lista corta di cose che non si possono fare in nessun caso, come mandare codice o credenziali fuori dall'azienda.

Insieme hanno previsto il ritorno alla persona quando la macchina si impunta, con una regola numerica: tre blocchi di fila, oppure venti nella stessa sessione, e si torna alle approvazioni a mano. Un controllo automatico che non sa dire «qui chiamo un umano» è solo un altro modo di non guardare.

Il resto sono verifiche fatte col contesto sotto gli occhi, che è poi la ragione per cui funzionano. Prima di un comando che cancella lavoro non salvato il sistema guarda lo stato del progetto; prima di una pubblicazione controlla se la destinazione è pubblica o privata, dato che lo stesso identico gesto è routine oppure fuga di dati a seconda di dove finisce.

Lo script incollato senza le opzioni in fondo

A luglio, in un'azienda di system integration in Romagna, durante il workshop un tecnico ha tirato fuori un caso suo senza che nessuno glielo chiedesse. Aveva domandato all'AI uno script per montare un data store su Linux, l'aveva copiato e incollato così com'era, e in fondo al comando mancavano le opzioni senza cui il collegamento non risale. Cliente fermo, e per qualche ora il rischio concreto di perderlo.

La frase con cui ha chiuso il racconto vale quanto la ricerca di Anthropic: più lo strumento diventa bravo, più l'attenzione si abbassa e si delega senza guardare, e su cose delicate «non puoi non verificare». Il controllo lui ce l'aveva, ed era diventato un gesto. È la stessa cosa di cui ho scritto a proposito dei testi che pubblichi, dove per la Commissione europea passare un documento dal correttore ortografico equivale a non averlo letto.

L'onestà su questa storia

Anthropic vende Claude Code, e un dato che dice «l'automatismo è più prudente di te» le fa comodo: conviene leggerlo con quella lente. I tester lavoravano in un ambiente creato apposta e sapevano di essere osservati, condizione che di solito rende più attenti, non meno, il che rende quel 13,6% ancora più scomodo. Il 7% di attacchi non intercettati che compare nel documento è misurato su attacchi sintetici costruiti per far fallire il sistema, quindi non descrive il lavoro di tutti i giorni. Anche il 25% di codice consegnato in più dai team che hanno adottato la modalità automatica è una correlazione fra chi l'ha scelta e chi no, non una promessa.

In fondo all'annuncio c'è poi una riga che nessuno rilancerà: per le modifiche ad alto rischio sui sistemi in produzione, scrivono, conviene comunque rivedere quello che l'AI ha fatto. Chi ti vende l'automatismo come fine dei controlli sta saltando la frase di chi l'automatismo lo ha costruito.

Cosa farei domattina

Prendi i punti in cui qualcuno mette una firma, un visto o una spunta prima che una cosa esca dall'azienda, e mettili in colonna: la fattura, l'ordine al fornitore, il documento di trasporto, il preventivo sopra una certa cifra, la mail al cliente grosso. Accanto a ognuno scrivi il nome di chi approva e poi la colonna che conta davvero, cioè quante volte negli ultimi tre mesi quella persona ha detto no. Intendo fermato qualcosa sul serio, non corretto una virgola. Dove la risposta è zero hai un timbro, che costa tempo a chi lo mette e dà a te una sicurezza che non esiste. Lì la scelta è secca e vale la pena metterla per iscritto: o togli il passaggio e ti prendi il rischio sapendo di prendertelo, oppure lo tieni e gli dai due o tre cose precise da guardare, quelle in cui l'errore si paga. Tienilo trenta giorni e riconta i no, perché è l'unico modo per sapere se quel controllo esisteva. La domanda con cui ti lascio è quella che si è fatta Anthropic prima di cambiare le impostazioni a tutti: l'ultima volta che qualcuno da te ha firmato, stava guardando o stava firmando?

(Fonte: Anthropic, «Auto mode is now the default in Claude Code for Pro, Max, and Team plans», 7 agosto 2026, con i dati dello studio su 1.053 tester, delle valutazioni di Apollo Research e Trajectory Labs e delle sessioni analizzate fra maggio e giugno 2026.)