Diciotto AI su trenta, la stessa idea. E da te?

Il 13 agosto Anthropic ha pubblicato cosa succede quando più agenti AI lavorano nello stesso posto. Il dato che conta per una PMI non è il sabotaggio fra agenti, è che a tutti esce la stessa cosa: e i tuoi clienti hanno già imparato a riconoscerla.

Diciotto AI su trenta, la stessa idea. E da te?

Il 13 agosto 2026 il Frontier Red Team di Anthropic ha pubblicato «Patterns and problems in emerging multiagent systems», un rapporto su cosa succede quando si mettono più agenti AI a lavorare nello stesso posto. Dentro c'è un dettaglio che sembra un aneddoto da programmatori: in una prova con trenta agenti avviati insieme sullo stesso compito, diciotto hanno creato un ramo di lavoro con lo stesso identico nome. Nessuno si era coordinato con gli altri, e potevano chiamarlo in un numero praticamente infinito di modi.

La parte del rapporto che sta girando è un'altra ed è più spettacolare: tre agenti messi a migrare lo stesso programma verso tre linguaggi diversi si sono presi a sabotaggi, con script che ammazzavano i processi degli altri e codice camuffato da lavoro altrui. Roba da leggere, che però in azienda non ti riguarda ancora. Quello che ti riguarda già stamattina è il numero noioso, diciotto su trenta.

Perché a tutti esce la stessa cosa

Anthropic lo spiega in una riga che vale la pena tenere: un agente è «a bassa varianza», e quello che lo distingue da un altro sono soltanto il contesto che ha ricevuto, l'impalcatura in cui gira e il modello sotto. Se quei tre elementi si somigliano, l'azione si somiglia, anche quando le strade possibili sono moltissime. Girata al contrario, la frase diventa scomoda: quando uno prende una decisione mediocre, la prendono tutti insieme.

Gli esempi nel rapporto sono quasi comici. In un laboratorio di scrittura dove ogni agente doveva consegnare un racconto breve, senza nessuna indicazione sul tema, più agenti in prove diverse hanno intitolato il primo testo allo stesso modo, «The Cartographer's Last Commission». Chiesto a uno sciame di costruire ognuno qualcosa di notevole, oltre la metà ha fatto la stessa identica cosa, un motore di rendering grafico o un compilatore.

In una prova sulle code di lavoro con banda limitata, dove ogni agente doveva far passare i propri, tutti hanno inventato la stessa furbizia, cioè un programmino che bussa trenta volte al secondo. Il risultato è due milioni e quattrocentomila richieste per centodiciassette lavori accettati: la scorciatoia che a uno solo sarebbe convenuta, presa da tutti, ha semplicemente intasato il sistema per tutti.

Il caso dei prezzi è lo stesso fenomeno visto da fuori

Nella parte più scomoda del rapporto, tra tre e otto agenti sono stati messi a fare i venditori concorrenti, ognuno con lo stesso prezzo d'acquisto e l'istruzione di massimizzare il proprio margine. Dato loro un canale privato per parlarsi, hanno smesso di farsi concorrenza entro il terzo giro, mettendosi d'accordo sui prezzi minimi. Uno di loro lo scrive quasi con le parole di un imprenditore: «il prezzo all'ingrosso è dieci per tutti noi, quindi una guerra di prezzo brucia solo il margine di chiunque». Tolto il canale privato, hanno continuato lo stesso, allineandosi al centesimo leggendo il listino pubblico.

Qui la traduzione per una PMI arriva da sola e non richiede nessun agente. Se tu e i tuoi concorrenti guardate lo stesso listino online e chiedete allo stesso strumento come posizionarvi, vi ritrovate allineati senza esservi mai parlati, e ognuno di voi resterà convinto di aver deciso per conto suo. È la ragione per cui un piano scritto vale più di uno strumento nuovo: senza, la macchina ti porta dove porta tutti.

I tuoi clienti hanno già imparato a riconoscere la firma

In un'azienda informatica delle Marche, una ventina di persone, durante il percorso è venuto fuori che il reparto commerciale ha sviluppato un'allergia molto precisa ai testi che «sanno di AI»: gli elenchi puntati che spuntano da soli, i due punti piazzati a metà frase, il trattino lungo. La regola interna, mai scritta da nessuna parte e rispettata da tutti, è che un testo in cui si vede la macchina è un testo bruciato, per cui non lo mandano.

Vale la pena fermarsi su cosa significa davvero. Quel reparto non ha letto nessun rapporto di Anthropic, e ha imparato a riconoscere la firma della macchina semplicemente ricevendo abbastanza mail scritte così. La firma si riconosce proprio perché a tutti esce la stessa cosa, e chi la riconosce ha smesso di leggere alla seconda riga. Vale la pena notare che quello è un controllo vero, applicato prima dell'invio, cioè l'opposto di un controllo che è diventato un timbro.

Quello che manca è sempre lo stesso pezzo

In un'azienda che produce attrezzature per palestre, durante l'audit del reparto marketing, la stessa questione è arrivata in una frase sola: «non gli avevamo dato un tono di voce, niente». Gli articoli uscivano generici e andavano riscritti a mano, poiché il tono di voce dell'azienda non era formalizzato da nessuna parte e ogni testo ripartiva da zero. Il modello non sapeva come suonavano, per cui li faceva suonare come tutti gli altri.

La soluzione costruita lì costa un pomeriggio e non richiede di comprare niente. Si prendono i post veri già pubblicati sulla pagina aziendale, una cinquantina bastano, e si chiede allo strumento di ricavarne da solo le regole: come aprite, quanto siete lunghi, quali parole usate sempre e quali non usate mai. La regola cardine è che non glielo descrivi, glielo fai dedurre, perché se provi a spiegare a parole come scrivi finisci per descrivere come vorresti scrivere. Quel documento poi lo tieni fuori dallo strumento, dato che è l'unica cosa in tutta la faccenda che è davvero tua, e che ti resta anche il giorno in cui cambi fornitore.

L'onestà su questa storia

Il rapporto è pubblico e l'ho letto per intero, grafici e didascalie comprese. Ci sono tre cose da dire prima che le dica qualcun altro. La prima è che sono esperimenti di laboratorio su modelli della stessa famiglia, e Anthropic scrive esplicitamente di aspettarsi che gli agenti veri, con contesti e provenienze diverse, si comportino in modo più vario di così. La seconda è che si tratta di un documento di sicurezza sul comportamento degli agenti fra loro, in cui di marketing e di testi aziendali non si parla mai: il ponte verso quello che esce dalla tua azienda lo costruisco io, e preferisco dichiararlo che farlo passare per un risultato dello studio.

La terza riguarda i miei due casi, che sono osservazioni raccolte in aula e non misure controllate. Nessuno dei due ha un «prima» e un «dopo» contati con lo stesso metro, e quando ce l'avranno lo scriverò con i numeri.

Cosa farei domattina

Prendi gli ultimi cinquanta testi usciti davvero dalla tua azienda, mail ai clienti comprese, e falli leggere allo strumento chiedendogli di ricavarne le regole: come aprite, quanto siete lunghi, quali parole non usate mai. Salva quel documento fuori dallo strumento. Poi la misura, che si fa in mezz'ora: dai lo stesso identico brief due volte, una senza quel documento e una con, e conta le righe che devi riscrivere a mano. Fra trenta giorni rifai il conto sui testi usciti nel frattempo. Se le righe riscritte non sono diminuite, il documento è scritto male e si rifà.

(Fonte: Frontier Red Team di Anthropic, «Patterns and problems in emerging multiagent systems», 13 agosto 2026. Dati citati: la prova dei trenta agenti sul nome del ramo, il laboratorio di scrittura, lo sciame dei progetti liberi, le code di lavoro e il gioco di prezzo alla Bertrand.)