Grok Bot userà anche Claude. E dietro il tuo chi c'è?

Il 7 ottobre Musk ha scritto che Grok Bot userà per ogni compito il miglior modello disponibile, anche Claude Opus 5.5, Midjourney e Suno. Per una PMI cambia l'elenco dei fornitori che toccano i tuoi dati: il contratto ne nomina uno, il lavoro può attraversarne di più, e la pagina dei sub-fornitori si legge e si ricontrolla ogni mese.

Grok Bot userà anche Claude. E dietro il tuo chi c'è?

Il 7 ottobre 2026 Elon Musk ha scritto su X che da ora in avanti, per ogni compito, Grok Bot userà «il miglior modello di back end», compresi Claude Opus 5.5 di Anthropic, Midjourney e Suno, e chiude con «qualunque cosa abbia più probabilità di darti il risultato migliore». Grok Bot è l'agente di SpaceXAI, che fino a luglio si chiamava xAI, in beta dall'11 agosto e protagonista di un mio articolo sui ruoli da assegnare agli agenti. Nel post il soggetto è @SpaceX. Quali compiti vadano a quale modello, quanto costi e da quando valga non è scritto, e le cronache che ho letto concordano su questo.

La lettura comoda è quella della guerra fra laboratori: Musk monta il motore del rivale, come una Ferrari che per una gara scelga un motore Mercedes. L'immagine regge in parte, perché i due sono già in affari. Il 6 maggio Anthropic ha annunciato che userà tutta la capacità di calcolo di Colossus 1, un data center di SpaceX, a condizioni che non sono state rese note, e secondo le cronache quell'accordo non fissa condizioni commerciali per il routing di oggi. Anthropic fa Claude, che uso ogni giorno, e lo scrivo perché la notizia la riguarda.

Quanto pesa Grok, e cosa misura quel numero

Da qui si parla soprattutto di ChatGPT, Gemini e Claude, mentre negli Stati Uniti Grok ha una quota che non si liquida in una riga. Secondo Apptopia, in dati ripresi da Big Technology il 3 febbraio, a gennaio 2026 Grok aveva il 15,2% degli utenti giornalieri americani dei chatbot su app mobile, contro l'1,6% di un anno prima. ChatGPT era al 45,3% (dal 69,1%) e Gemini al 25,1% (dal 14,7%).

Sono utenti americani, su telefono, in un solo mese: Similarweb, che a gennaio misurava le visite sul web, dava a ChatGPT circa il 65%. Cambia la misura, cambia il numero.

Forse Musk ha capito che per conquistare clienti non serve avere sempre il modello migliore. Se Grok Bot diventa la porta da cui si entra, il valore si sposta dal singolo modello all'interfaccia, alla gestione dei compiti, ai dati e al rapporto con chi lo usa, e SpaceXAI può guadagnare terreno senza vincere ogni gara tecnica. È un'ipotesi mia, e le cronache che ho letto non riportano test che dicano se il bot scelga bene. Su ciò che conta attorno al modello ho scritto qui.

Dietro l'assistente passano più fornitori

Grok Bot, per un'azienda italiana, resta lontano. Lo schema in cui il fornitore sceglie il modello al posto tuo può arrivare in qualunque assistente, e conviene sapere come ragionarci prima. Finora scegliere uno strumento AI voleva dire scegliere un fornitore e leggerne il contratto. Se l'assistente sceglie da sé il modello per ogni compito, il fornitore che hai firmato diventa il primo anello di una catena, e perché un altro modello lavori la richiesta deve arrivargli con i suoi allegati.

Sui dati dei clienti di Grok Bot il post non dice niente. La documentazione di sicurezza di SpaceXAI è del 28 settembre, quindi precede l'annuncio, e secondo la lettura di Implicator.ai prevede che con la Privacy Mode attiva i dati non servano ad addestrare i modelli, rimanda al proprio referente chi ha vincoli contrattuali sui sub-fornitori e non offre al cliente un selettore del modello.

Immagina un'azienda di serramenti di trenta persone, in Romagna, dove l'ufficio commerciale carica nell'assistente AI il listino con gli sconti riservati ai rivenditori e gli chiede di preparare le offerte. Il contratto che l'azienda ha letto nomina un fornitore. Se l'assistente passa il lavoro sulle tabelle a un altro modello, di un altro fornitore, il listino arriva a qualcuno che in azienda nessuno ha mai sentito nominare. Lo scenario è ipotetico. Il contratto nomina un fornitore, il listino ne incontra due.

Il routing, in azienda, esiste già a mano

Il model routing, cioè la scelta del modello adatto a ogni compito, in azienda lo fa già chiunque abbia più di uno strumento. Io per scrivere e ragionare apro Claude, per le immagini apro ChatGPT, e so dove va quello che incollo. Nel questionario che faccio compilare prima di un audit c'è una domanda proprio sugli strumenti che ciascuno usa, ed è la prima mappa del routing che esiste già.

Il registro degli strumenti di cui ho scritto parlando di Mistral ha il nome dello strumento, il piano sottoscritto e la data in cui l'hai verificato. Aggiungerei una colonna: a quali altri fornitori passa il lavoro. Con il routing automatico quella colonna può cambiare senza che in azienda nessuno tocchi niente, e conviene riguardarla ogni tanto.

Cosa farei domattina

Prendi lo strumento AI che in azienda usano più persone e cerca sul sito del fornitore la pagina con l'elenco dei sub-fornitori, in inglese «subprocessors». Se non la trovi, chiedila per mail: anche il modo in cui risponde è un'informazione. Conta quanti nomi ci sono e segna accanto a ciascuno se lo conoscevi. Poi chiedi a tre colleghi per quali compiti lo usano e scrivilo sul foglio, con la data. Fra trenta giorni riapri la pagina e confronta le due versioni. Se domani il tuo fornitore affidasse i tuoi allegati a un altro modello, chi in azienda lo verrebbe a sapere?

(Fonti: Elon Musk, post su X del 7 ottobre 2026 su Grok Bot, letto nelle cronache di The Next Web e Implicator.ai perché X non si apre in lettura automatica, con le citazioni tradotte da me dall'inglese; Implicator.ai anche per la documentazione di sicurezza di SpaceXAI del 28 settembre, che non ho aperto direttamente, e per la nota sull'accordo con Anthropic; Apptopia, utenti giornalieri americani su app mobile a gennaio 2026, via Big Technology (3 febbraio 2026, articolo a pagamento letto in parte) e Implicator.ai; Similarweb, visite sul web a gennaio 2026, via Implicator.ai; Anthropic, accordo su Colossus 1 annunciato il 6 maggio 2026, nelle cronache di Yahoo Finance; beta di Grok Bot dall'11 agosto 2026.)

Domande frequenti

Io non uso Grok Bot. Questa notizia mi riguarda?

Il caso riguarda Grok Bot, mentre lo schema vale per qualunque assistente che scelga da sé il modello: l'elenco dei fornitori a cui passa il lavoro può cambiare senza che il contratto che hai firmato cambi. Io non so quali strumenti lo facciano oggi. La risposta, strumento per strumento, sta nella pagina dei sub-fornitori e nei termini del piano che hai sottoscritto.

Se l'assistente sceglie il modello migliore per ogni compito, non è un vantaggio?

Può esserlo, quando il compito è generico e nei documenti non c'è niente di riservato. Se nel lavoro entrano listini, disegni o dati personali, ogni modello in più è un fornitore in più da conoscere. Sulla qualità delle scelte del bot di Musk, nelle cronache che ho letto, non ci sono ancora test pubblicati: per ora è una promessa.

Conviene allora restare con un solo fornitore?

Un fornitore solo rende più corto l'elenco da controllare, e anche lui può avere dei sub-fornitori. Più strumenti ti danno risultati migliori su compiti diversi, a patto di scrivere chi usa cosa per cosa e quali dati può ricevere ciascuno. Il semaforo dei dati, la pagina che dice cosa può entrare in quale strumento, serve a questo.