L'AI ora riceve un ruolo. Hai scritto il mansionario?

Il 29 settembre 2026 OpenAI ha presentato i dots, agenti che lavorano dentro ChatGPT anche quando hai chiuso la conversazione, sette settimane dopo il lancio di Grok Bot. Per affidare a un agente un ruolo servono le risposte che in tante PMI nessuno ha mai scritto, nemmeno per le persone: cosa fa, cosa decide da solo, cosa può leggere.

L'AI ora riceve un ruolo. Hai scritto il mansionario?

Il 29 settembre 2026, al DevDay, la sua conferenza per gli sviluppatori, OpenAI ha presentato i dots: agenti che restano accesi dentro ChatGPT, ognuno con un suo computer nel cloud, collegati alle app che decidi di aprirgli, e che vanno avanti a lavorare su un obiettivo anche quando hai chiuso la conversazione. L'11 agosto SpaceXAI, la società di Musk che fino a luglio si chiamava xAI, aveva lanciato in beta Grok Bot, agenti che l'azienda presenta come «colleghi AI che fanno lavoro vero per te»: entrano nei tuoi strumenti, li usano come li usi tu e tornano con il lavoro finito. Negli esempi del lancio ogni bot ha un mestiere, come in un organigramma: uno cerca clienti nuovi, uno segue le campagne a pagamento, uno tiene in ordine le note spese, un altro riproduce gli errori del software.

La lettura comoda di queste notizie è la gara fra OpenAI e Musk a chi ha l'agente più autonomo, buona per un titolo letto di sfuggita. A me interessa quello che succede dentro un'azienda di quaranta persone in Romagna.

Prima l'AI rispondeva alle nostre domande, poi ha cominciato ad aiutarci mentre lavoravamo, poi a eseguire compiti al posto nostro, e adesso lavora anche quando non ci siamo, come qualcuno a cui si delega. Cambiano anche le domande da farsi: quanto lavoro posso affidarle, quanto può decidere da sola, quanto conosce la mia azienda. Sono domande a cui in tante aziende nessuno ha mai risposto per iscritto, nemmeno per le persone.

Dalla risposta al ruolo

La differenza fra gli strumenti che usi già la riassumo così: la domanda torna con una risposta, l'incarico torna con dei file. La chat sta dalla parte delle domande, la modalità Work di ChatGPT da quella degli incarichi, perché le passi un lavoro intero e te lo riconsegna finito. I dots aggiungono un gradino che prima mancava, e OpenAI li descrive come agenti che imparano cosa conta per te e continuano a lavorare per tuo conto. A un dot dai un obiettivo, colleghi le app che gli servono, stabilisci cosa può fare da solo, e lui ti riporta i risultati da rivedere a qualunque ora.

Io lo leggo come il passaggio da un incarico a un ruolo, la stessa distanza che c'è fra chiedere un preventivo a un collaboratore e affidargli un cliente da seguire. Fra gli esempi circolati al lancio c'è quello di un tester: il suo dot ha notato una pubblicazione che lui si era dimenticato di fatturare, ha preparato la fattura e l'ha spedita dopo che lui l'aveva approvata. Se n'è accorto da solo, ed è proprio quello che fa chi in azienda ha un ruolo.

Cosa può decidere senza chiederti niente

Quando imposti un dot, le regole personalizzate (Custom Rules) ti fanno decidere azione per azione se permetterla, farla passare dalla tua approvazione o bloccarla, e alcune conferme restano obbligatorie in ogni caso, come cambiare una password o spostare soldi fra conti. A guardarle bene sono un mansionario con dentro le deleghe di firma. Grok Bot impara in un altro modo, guardandoti: gli fai vedere un lavoro una volta e lui si salva i passaggi come routine, da rifare poi da solo.

Prova a calare tutto questo nell'ufficio acquisti di un'azienda metalmeccanica. Un agente che ogni mattina legge le conferme d'ordine dei fornitori e ti segnala quelle con la consegna slittata può lavorare da solo, perché legge e basta. Se invece deve scrivere al fornitore per sollecitarlo, o confermare un riordino fino a una certa cifra, servono le stesse risposte che il titolare non ha mai messo per iscritto per il buyer assunto tre anni fa, che le ha imparate a forza di chiedere.

Il perimetro conviene tenerlo stretto all'inizio e allargarlo quando hai visto l'agente al lavoro, prima a leggere e proporre e solo dopo a eseguire, come ho raccontato parlando dei progetti con gli agenti che arrivano in fondo. Con un agente che impara guardando, poi, i buchi del mansionario si riempiono con le abitudini di chi gli ha mostrato il lavoro, scorciatoie comprese.

Cosa sa della tua azienda, e cosa non puoi rileggere

La terza domanda è quella su cui mi fermerei più a lungo. Un dot parte dalle memorie che ChatGPT ha già di te e ne costruisce di proprie, anche con i dettagli che arrivano dalle app collegate. Nelle FAQ su privacy e sicurezza dei dots, OpenAI scrive che oggi le singole memorie del dot non si possono vedere né cancellare una per una, e che per azzerarne il contesto bisogna cancellare il dot. Quello che l'agente sa della tua azienda cresce man mano che lavora, e tu non hai un posto dove rileggerlo.

Con un dipendente nuovo fai una cosa ovvia senza nemmeno pensarci: il primo giorno gli dai le chiavi dell'ufficio e del suo armadio, quelle dell'archivio arrivano dopo, quando l'hai visto lavorare. Con un agente vale lo stesso e pesa di più, perché quello che ha letto non glielo togli senza cancellarlo.

Quello che scopro scrivendo una policy AI

Quando scrivo una policy sull'uso dell'AI per un'azienda, intesto ogni responsabilità a un ruolo, per esempio «responsabile acquisti», e lascio fuori i nomi, perché il documento deve reggere anche quando le persone cambiano. Il momento più utile di tutto il lavoro arriva quando chiedo chi ricopre quel ruolo, perché spesso è lì che qualcuno si accorge che il ruolo non esiste: c'è chi fa quel lavoro a pezzi, quando capita, e nessuno gliel'ha mai scritto.

Un agente sempre acceso mette l'azienda davanti alla stessa domanda, con una differenza che conta. Quando trova un buco nel mansionario, un collaboratore in carne e ossa alza il telefono e ti chiama, mentre l'agente chiede dove le regole gli dicono di chiedere e per il resto va avanti. Se poi le richieste di approvazione diventano tante, finisci per firmarle senza leggerle, come succede a ogni controllo che si trasforma in un timbro. La regola «chiedimi prima di agire» funziona finché dall'altra parte c'è qualcuno con il tempo di leggere.

Cosa farei domattina

Prendi un solo lavoro da affidare, come il sollecito dei pagamenti in ritardo, e scrivi su un foglio cosa va fatto ogni giorno, cosa si può decidere senza chiederti niente e fino a che cifra, quali cartelle e programmi si possono aprire. Fallo leggere a chi copre quel lavoro durante le ferie e conta le domande che ti fa prima di sentirsi in grado di farlo. Correggi il foglio e fra trenta giorni ripeti la prova con un'altra persona: se le domande sono scese, il foglio è pronto per un agente, se sono rimaste le stesse non lo era nemmeno per un collega. Quel foglio, per il tuo collaboratore più autonomo, oggi esiste?

(Fonti: OpenAI, presentazione dei dots al DevDay, 29 settembre 2026, letta nelle cronache di 9to5Google, Unite.AI e DataCamp, e FAQ «Dots privacy, security, and safety»; SpaceXAI, lancio in beta di Grok Bot, 11 agosto 2026, nelle cronache di VentureBeat e Unite.AI.)

Domande frequenti

Posso già usare i dots di OpenAI nella mia azienda in Italia?

Con l'abbonamento Pro, per ora, no: al lancio OpenAI ha escluso lo Spazio economico europeo, la Svizzera e il Regno Unito. Con ChatGPT Business servono i posti Premium, che costano 125 dollari al mese a persona, o 100 con la fatturazione annuale, e comprendono il primo dot. Su Enterprise c'è una beta che deve attivare l'amministratore. Il rilascio è graduale, quindi la verifica vera si fa nel pannello del tuo account, prima di cambiare piano.

Se imposto l'agente perché mi chieda sempre il permesso, sono al sicuro?

Lo sei solo se le richieste le leggi davvero. Quando le approvazioni diventano tante si finisce per firmarle in serie, e il controllo si riduce a un timbro. Funziona meglio il contrario: poche azioni che passano da te, scelte bene, come scrivere a un cliente o spendere soldi, e per tutto il resto un agente che legge e prepara senza toccare niente. Alcune conferme, come cambiare una password o spostare denaro fra conti, OpenAI le rende comunque obbligatorie.

Cosa succede a quello che l'agente impara della mia azienda?

Un dot parte dalle memorie che ChatGPT ha già di te e ne costruisce di nuove, anche con i dettagli che arrivano dalle app collegate. Secondo le FAQ di OpenAI su privacy e sicurezza, oggi le singole memorie non si possono vedere né cancellare una per una: per azzerare il contesto si cancella il dot, mentre i file e le conversazioni che ha creato restano salvati a parte. Per questo conviene decidere prima quali cartelle e quali app collegare, partendo stretti e allargando quando l'hai visto lavorare.